Il Magnetismo

Le prime intuizioni sull’applicazione dei campi magnetici in medicina si devono a Paracelso (Basilea 1493 – 1541), ma esistevano già nel 2.000 a.C. testi cinesi e indù che descrivevano la calamita e i suoi impieghi.
Nel secolo I d.C., in seguito alle scoperte di personaggi illustri come Plinio, Galeno e Marcel, si ebbero le prime applicazioni specifiche nel trattamento di vari disturbi organici quali mal di testa, stitichezza e disturbi oculari.
Tra il 1940 ed il 1950, medici e scienziati di tutto il mondo iniziarono uno studio approfondito sugli effetti benefici dei magneti dopo aver constatato che molti pazienti affetti da malattie croniche, a lungo trattati con diversi farmaci senza alcun miglioramento, sottoposti per alcune settimane alla magnetoterapia erano inspiegabilmente guariti o comunque avevano conseguito un netto miglioramento delle loro condizioni di salute.

Si scoprì allora che il magnetismo agisce su tutto il corpo migliorando il metabolismo cellulare e producendo effetti benefici antiedematosi, antiflogistici e antalgici. Si notò inoltre che accelerava la rigenerazione delle ossa, dei tessuti della pelle, migliorava lo stadio, del sistema nervoso, neurovegetativo e vascolare, riducendo la viscosità del sangue, aumentando l’ossigenazione e attenuando i dolori e tutti gli stati infiammatori con una notevole azione sedativa.

Dal 1958 in poi in Giappone si svolsero intense ricerche sull’argomento ed è proprio lì che si sono prodotti per la prima volta svariati articoli sanitari magnetizzati.